Micron Document
██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝


🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b

🔍 Search

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Mus musculus
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Il mwdgtopolino delle case (mwdwmweaMus musculus, mweqmwegLinnaeus, mwew1758) è un piccolo mwfamammifero mwfqroditore della mwfgfamiglia dei mwfwMuridi. Viene anche chiamato mwgatopo comune, per differenziarlo dal topo selvatico (mwgqmwggApodemus sylvaticus) e dal topo campagnolo (mwgwmwhaMicrotus arvalis).

Si tratta della mwhgspecie di gran lunga più diffusa del genere mwhwmwiaMus, appartenente alla famiglia dei mwiqMuridi e rappresentato nel mwigmondo da una quarantina di specie: il topolino delle case si può infatti trovare comunemente in quasi tutti i paesi del mondo, spesso al fianco degli umani, che involontariamente gli procurano vitto e alloggio, ma non sempre in armonia con loro, in quanto i topi possono arrecare danni anche ingenti alle colture e alle dispense di mwiwcibo, oltre a rendersi vettori di una serie di malattie, come la mwjaleptospirosi. A livello sanitario alimentare è considerato uno dei principali vettori della contaminazione poiché, oltre a essere presente in quasi tutto il globo, ha la particolare capacità di passare attraverso spazi estremamente stretti (ad esempio anche nelle piccole fessure sotto le porte. Questa sua abilità lo rende uno dei principali pericoli nel settore alimentare, da tenere sotto controllo attraverso il sistema mwjqHACCP.

Contents

Aspetto
Note

──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────

Tassonomia

La mwkqtassonomia del topo è un argomento molto delicato e lungi dall'essere chiarito in maniera esauriente: mentre in passato venivano classificate numerose mwkgsottospecie, con l'avanzare dei metodi di lettura del mwkwDNA si è potuto risalire all'effettiva affinità fra le varie popolazioni, portando in molti casi a declassare a semplici varianti locali, alle volte frutto dell'mwlaincrocio fra varie sottospecie giunte nell'area al seguito dell'uomo, le popolazioni considerate sottospecie autonome. In altri invece si è preferito elevare la sottospecie al rango di specie a sé stante.

In passato venivano riconosciute come sottospecie anche le seguenti:

• mwmaMus musculus bactrianus = mwmqMus bactrianus
• mwnaMus musculus brevirostris
• mwoqMus musculus topiscquam
• mwowMus musculus gentilis
• mwpqMus musculus homourus
• mwpwMus musculus hortulanus
• mwqqMus musculus manchu
• mwqwMus musculus molossinuscite-ref-2[2]
• mwsqMus musculus poschiavinus
• mwswMus musculus praetextus
• mwtqMus musculus spicilegus = mwtgmwtwMus spicilegus
• mwuqMus musculus spretus = mwugmwuwMus spretus
• mwvqMus musculus wagneri

Attualmente le tre mwxgsottospecie di topolino domestico comunemente riconosciute sono:

• mwyqMus musculus castaneus, nel mwygSud-est asiatico;
• mwzaMus musculus domesticus, in mwzqEuropa sud-occidentale;
• mwzwMus musculus musculus, in Europa centro-orientale;

A queste si sommerebbe mwaqMus musculus gentilulus, diffusa nella mwagPenisola arabacite-ref-3[3].

Sempre più studiosi sono convinti della validità di una classificazione che contempli le sopracitate sottospecie come specie a sé stanti (mwcaMus castaneus, mwcgmwcwMus domesticus, mwdaMus gentilulus e mwdgMus musculus)cite-ref-4[4]: in tal modo, in mwewItalia (dove è diffusa unicamente la sottospecie mwfadomesticus) si troverebbero solo topi domestici e non topi comunicite-ref-5[5].

Distribuzione

(latino)

«

Mures incolae domuum sunt

»

(italiano)

«I topi sono abitanti delle case»


Probabilmente originaria dell'mwhaAsia centrale, la specie si è diffusa praticamente in tutto il mondo, al fianco dell'uomo, tramite i commerci via terra e mare.

Specie estremamente adattabile e spiccatamente sinantropa, il topo vive praticamente in qualsiasi luogo che gli offra un recesso in cui potersi nascondere e sfamarsi. Lo si trova perciò in ambienti urbani e suburbani, dove vive a qualsiasi altitudine, mentre è una presenza piuttosto rara nelle aree rurali in quota e negli ambienti boschivi. In generale, il topo manca nei luoghi dove altri animali gli fanno concorrenza, poiché non è molto efficiente come specie antagonistacite-ref-6[6]. Tuttavia, in alcune aree di nuova colonizzazione (come mwigAustralia e mwiwNuova Zelanda) i topi possono convivere senza eccessivi problemi con altre specie di mwjaroditore con abitudini similaricite-ref-7[7]. È inserito nell'elenco delle mwkq100 tra le specie invasive più dannose al mondo.

Descrizione

Dimensioni

I topi adulti misurano una ventina di centimetri, di cui la metà o poco meno spetta alla coda: il peso invece oscilla fra i 10 e i 25 grammi.

Aspetto

Il pelo, corto e lucente, varia individualmente dal brunastro al nero. Esso ricopre interamente il corpo, tranne mwnazampe, mwnqorecchie, mwngcoda e mwnwpunta del muso, che sono quasi del tutto glabre e di colore mwoagrigio-rosato.

Il corpo del topo si può dividere in tre parti:

• La mwqqtesta, dalla forma allungata, contiene la bocca (delimitata da due mwqglabbra) e gli organi sensoriali olfattivo, visuale e uditivo. Gli mwqwocchi sono neri, lucidi e muniti di mwrapalpebre. Essendo un animale di abitudini crepuscolari e notturne, non necessita della visione a colori e perciò si suppone che la sua vista sia in bianco e nero o solo leggermente a colori.

Sulla sommità del mwrgcranio si trovano le orecchie, che hanno mwrwpadiglione glabro e membranaceo. Il senso dell'mwsaudito nei topi è molto sviluppato, infatti essi possono udire frequenze fino ai 100mwsq kHz e forse anche maggiori, quindi ben oltre la soglia degli mwsgultrasuoni. Il topo è in grado di comunicare con i suoi simili sia con suoni udibili all'orecchio umano (squittii), generalmente utilizzati per i richiami a lunghe distanzecite-ref-8[8]cite-ref-9[9], sia con richiami ultrasonici, utilizzati nella comunicazione su breve distanza.
Sulla punta del muso si trovano le mwvanarici e l'mwvqorgano vomeronasale, utilizzato dall'animale per individuare i mwvgferomoni, secreti dalle ghiandole prepuziali di ambo i sessi e rilasciati anche tramite le mwwalacrimecite-ref-10[10]. Sulla punta del muso sono site inoltre le sensibili mwxqvibrisse, che hanno funzione mwxgtattile e vengono utilizzate dall'animale anche per comprendere le dimensioni degli anfratti nei quali si trova.

• Al mw0wtronco si attaccano lateralmente due paia di zampe, centralmente le mammelle e gli orifizi urinari, genitali e anali. Esso è separato dalla testa da un collo ben distinguibile, nel quale, oltre al mw1atimo propriamente detto, si trova una seconda ghiandola con struttura e funzione simili, posta nei pressi della mw1qtracheacite-ref-11[11].

Le zampe, tutte all'incirca della lunghezza di un paio di centimetri (a differenza di quelle del mw2wtopo selvatico, le cui mw3azampe posteriori sono ben più lunghe delle anteriori), sono divisibili a loro volta in tre segmenti:

mw3wmw4amw4qStilopodio (mw4gbraccio o mw4wcoscia); mw5amw5qZeugopodio (mw5gavambraccio o mw5wgamba); mw6amw6qAutopodio (mw6gmano o mw6wpiede);

La mw7qmano possiede quattro mw7gdita ben sviluppate e munite di mw7wartigli, un mw8apollice molto corto e cinque callosità palmari. Il piede possiede cinque dita, ben sviluppate e munite di artigli. Sui punti di appoggio si sono sviluppate delle callosità la cui disposizione varia a seconda dell'individuo.
Le mw8gmammelle sono presenti unicamente nelle femmine in numero di cinque paia, tre pettorali e due inguinali o pelviche.
Nella femmina, l'mw9auretra si apre davanti alla mw9qvagina, che si apre a livello della mw9gvulva. L'mw9wano è separato dalla vulva tramite un piccolo mw-aperineo. Nel maschio, gli orifizi urinario e genitale sono confusi all'estremità del mw-qpene, normalmente nascosto in una piega cutanea, il mw-gprepuzio. I mw-wtesticoli normalmente intra-addominali possono scendere nella cavità addominale ricoperti di un sacco cutaneo, lo mw-ascroto: l'mw-qano è alla base della coda in ambedue i sessi.

• La mwaqacoda è lunga all'incirca quanto il tronco e la testa messi assieme: essa è ricoperta di mwaqescaglie cornee mwaqiepidermiche disposte ad anelli, tra le quali si inseriscono alcuni piccoli mwaqmpeli.

Biologia

Si tratta di animali attivi perlopiù dopo il mwaqytramonto. Durante la notte si tengono ben lontani dalle fonti di luce violenta. Durante il giorno, i topi riposano in tane poste in luoghi riparati e foderati con vari materiali, come cartone, stoffa ed erba. Il topo non va in mwaqcletargo, a differenza di molti altri mwaqgroditori: esso si adatta infatti molto bene ad ambienti freddi (purché vi sia disponibilità di cibo), al punto che se ne trovano popolazioni stabili anche all'interno di mwaqkcelle frigorifere.

Il topo è un animale socievole con gli animali della sua stessa specie, tende a riconoscere i suoi simili in base alla costituzione mwaq8genetica, agevolato dal fatto che i mwarageni inseriti nel complesso di istocompatibilità sono decisivi sull'mwareodore emesso dal corpo del topo. Quindi i topi con lo stesso odore, tendenzialmente, sono appartenenti alla stessa famiglia. I ricercatori della Università della mwariFlorida hanno scoperto che le femmine cercano di accoppiarsi con maschi aventi odori diversi dal loro e tendono a costituire nidi in comune con femmine aventi lo stesso odore, quindi con eventuali sorelle.cite-ref-12[12]. In ogni caso, i maschi sono territoriali e tendono a definire un proprio spazio all'interno del quale dominano su varie femmine e cuccioli. Dei maschi dominanti tenuti in uno spazio angusto come una gabbia, anche se cresciuti insieme e vissuti l'uno nei pressi dell'altro (ad esempio in territori limitrofi), non tarderanno a dare segnali di aggressività e a cominciare a combattere fra loro. Per segnalare la propria presenza ed evitare quindi episodi di intolleranza, i topi si affidano a segnali olfattivi, quali principalmente la marcatura del proprio territorio con mwarcurina e mwargfeci. Queste ultime, lunghe circa 3mwark mm e di colore nero sono il segnale visibile anche all'occhio umano della presenza di topi nell'ambiente. L'urina, in particolare quella dei maschi, ha un forte odore dovuto alla presenza di numerosi composti chimicicite-ref-13[13] e di mwar4feromoni.

Il topo si muove sulle quattro zampe con passo veloce, che copre all'incirca 4,5mwasa cm. I topi sono in grado di compiere salti di una quarantina di centimetri di lunghezza. Quando tuttavia l'animale è impegnato a mangiare, combattere od orientarsi in un territorio sconosciuto, non è infrequente che si erga sulle zampe posteriori, utilizzando la coda per bilanciarsi. La coda viene utilizzata per tenersi in equilibrio anche durante il salto e la corsa.

Alimentazione

Si tratta di animali tendenzialmente mwasconnivori: mangiano perlopiù prodotti di origine vegetale, ma all'occorrenza non disdegnano carne.
Il topo ricava l'acqua di cui necessita per la maggior parte dal cibo: in ogni caso necessita anch'esso di bere ogni tanto. Per integrare la propria dieta, non esita infine a praticare la mwaskcoprofagia. A differenza dell’immaginario collettivo, i topi non sono ghiotti di formaggio e vi ricorrono soltanto in caso di estrema carenza di cibo.cite-ref-14[14]

Riproduzione

I topi sono in grado di riprodursi durante tutto l'anno. Nel caso in cui il cibo sia disponibile con continuità, la femmina può partorire e rimanere nuovamente gravida pressoché in continuazione, con un massimo di quindici parti annuali. Il ciclo estrale della femmina dura circa 5 giorni, mentre l'estro vero e proprio dura una ventina d'ore. Quando numerose femmine vengono costrette a vivere assieme, tuttavia, esse tendono a non andare mai in estro, mentre se vengono messe in contatto con l'mwatqurina di un maschio, l'estro sopraggiunge dopo tre giorni.

Per accoppiarsi con la femmina, il maschio la corteggia emettendo richiami ultrasonici su frequenze che vanno dai 30 ai 110mwaty kHz, e seguendola e annusandola insistentemente. Il maschio, comunque, emette tali richiami anche durante e dopo l'accoppiamento; alcuni soggetti possono emettere richiami del genere anche solo annusando dei mwatcferomoni femminili. Per la loro complessità e per il fatto che la tonalità e la complessità di tali versi variano da individuo a individuo, questi richiami sono stati accostati alle melodie degli mwatguccellicite-ref-15[15].
Anche le femmine sono in grado di emettere richiami ultrasonici, tuttavia raramente lo fanno.

Dopo l'accoppiamento, la femmina sviluppa un tappo vaginale che persiste per un giorno e le impedisce di essere montata da altri maschi. La mwat8gravidanza dura all'incirca tre settimane, al termine delle quali vengono dati alla luce un numero di cuccioli che varia fra i 3 e i 14. La femmina li accudisce in solitudine, tendendo ad allontanare i maschi per evitare episodi di mwauacannibalismo.

I cuccioli alla nascita sono ciechi e nudi: il pelo comincia a crescere a tre giorni di vita, mentre gli occhi vengono aperti a due settimane. Attorno al mese d'età (6 settimane per le femmine e 8 per i maschi), essi sono in grado di riprodursi, anche se sia gli uni che le altre possono cominciare ad accoppiarsi già a partire dalle 5 settimane di vita.

La speranza di vita dei topi in natura è solitamente inferiore all'anno, a causa delle perdite consistenti dovute alla mwaumpredazione e agli ambienti difficili nei quali frequentemente la specie si trova a vivere. In ambienti sicuri, tuttavia, un topo vive mediamente tre anni: nell'ambito del mwauqMethuselah Mouse Prize sono stati presentati topi con longevità assai più elevate, grazie a modificazioni genetiche e trattamenti farmacologici (l'attuale detentore del record è vissuto 1819 giorni).

Rapporti con l'uomo

La storia dei topi è da sempre stata indissolubilmente legata a quella dell'uomo. Originari dell'mwaucAsiacite-ref-16[16], la loro presenza è tuttavia attestata nel mwauwbacino del Mediterraneo già nell'8000 a.C., anche se essi tardarono a diffondersi nel resto d'mwau0Europa, dove li si trova solo a partire dal 1000 a.C.cite-ref-17[17]. Successivamente, grazie ai commerci e alle campagne militari, il topo ha esteso il proprio areale pressoché a qualsiasi parte del globo, anche sulle isole più remote.
Proprio grazie ai topi, si è potuta tracciare una mappa dei primi spostamenti effettuati dagli uomini e rimasti sconosciuti in quanto svoltisi in periodi in cui non si conosceva ancora la scrittura. In base a esami mwavmfilogenetici delle popolazioni di topo mwavqdanesi e di quelle dell'isola di mwavuMadera, nell'mwavyOceano Atlantico, è emerso un antico e insospettabile legame fra queste, segno di un'antica presenza umana nella zonacite-ref-18[18].

Il topo non è però sempre un coinquilino innocuo. Spesso, infatti, pur rivelandosi assai meno dannosi rispetto ai mwaweratti, causa danni ingenti alle riserve di cibo e trasmette varie malattie. Si ritiene che proprio per tenere lontani questi mwawiroditori l'uomo abbia dato il via all'mwawmaddomesticamento del mwawqgatto.
Nelle aree in cui si è stabilito, inoltre, spesso il topo ha prosperato a discapito delle specie già presenti, divenendo in alcuni casi un vero e proprio flagello.cite-ref-19[19]

Nonostante ciò, il topo è stato anche tenuto in cattività come animale domestico, già a partire dal 1100 a.C. si hanno notizie di topolini domestici in mwawsCinacite-ref-20[20]cite-ref-21[21]. Attualmente, si tende a selezionare i topi domestici in tre lineamenti separati:

• i topi "da compagnia", selezionati per la varietà di colori e fogge del pelo, oltre che per la mitezza del temperamentocite-ref-22[22];
• i topi da utilizzare come cibo vivo per altri animali tenuti in cattività, fra cui varie specie di mwaxsrettili e mwaxwartropodi. Generalmente questi topi sono monocromatici (se non mwax0albini) e dal temperamento mite, poiché in caso contrario potrebbero ferire anche seriamente gli animali a cui sono destinati come preda;

• i topi selezionati come cavie da laboratorio. I topi, infatti, sono mwaykorganismi modello. Grazie alla facilità e velocità con la quale si riproducono, alle piccole dimensioni, al ciclo vitale molto veloce e alla frugalità, si dimostrano utili nello studio di numerose discipline (mwayooncologia, mwaysembriologia, mwaywgenetica, mway0tossicologia, mway4farmacologia etc.), tanto più che essi presentano una forte mway8omologia con l'uomo.

Il genoma del topo, infatti, venne sequenziato completamente verso la fine del mwaze2002: la sua parte mwaziaploide misura circa 3000 megabasi (più o meno come quella umana) ed è distribuita su 20 mwazmcromosomicite-ref-23[23]. Tuttavia, è difficile fare una conta attendibile dei geni contenuti nel genoma del topo: una stima recente (che poi è quella attualmente accettata dalla maggior parte degli studiosi) parla di 23.786 genicite-ref-24[24], contro i 23.686 dell'uomocite-ref-25[25]. Virtualmente, ciascun mwaaagene di topo trova un omologo nel genoma umano, il che permette di effettuare esperimenti su di essi. La mwaaesperimentazione sui topi, come quella sugli altri animali, è tuttavia contestata da pochi ricercatori che la ritengono un errore metodologicocite-ref-26[26] e dai sostenitori dei mwaaydiritti animali.

Da un articolo pubblicato nel 2011 su Nature, risulta che la quasi totalità della comunità scientifica (92%) è comunque d'accordo sull'indispensabile ruolo che ha la sperimentazione animale nella ricerca biomedica e pura, seppure sperando che in un futuro prossimo questa possa finalmente essere sostituita con altri metodi, ora ancora inesistenti, mentre solo una netta minoranza (3%) degli scienziati si dice contraria alla sperimentazione animale.cite-ref-27[27]

Letteratura

Nell'antica mwaa4letteratura greca esiste un poemetto giocoso, la mwaa8mwabaBatracomiomachia, cioè la battaglia delle rane e dei topi.

Nel mwabimwabmManoscritto trovato a Saragozza troviamo la storia dell'ateo Hervas raccontata dal figlio. Diego Hervas, mandato giovanissimo all'università di Salamanca ben presto «non ebbe più emuli tra i compagni e qualche anno più tardi ne seppe più dei professori». Si decise a scrivere cento volumi mwabqin ottavo ognuno dei quali dedicati a una scienza diversa. Li fece rilegare, si apprestò a «bearsi allo spettacolo dei suoi cento volumi allineati su un unico ripiano» e, chiusa bene la porta di casa, se ne andò qualche tempo a vedere il posto dove era nato, un'oscura borgata delle Asturie che sperava di render celebre. Al suo ritorno a Madrid «vede i cento volumi in frammenti, senza rilegatura; tutti i fogli sparpagliati e confusi sul pavimento! (...) I topi, attirati dall'odore della colla, incoraggiati dalla solitudine, si radunarono in gran folla, gettarono tutto all'aria, rosicchiarono, divorarono».cite-ref-28[28]

Nel romanzo mwabomwabsLa fattoria degli animali di mwabwGeorge Orwell i topi, insieme con i conigli, rappresentano il mwab0sottoproletariato. mwab4Albert Camus nel romanzo mwab8mwacaLa peste, mwacemetafora del mwacinazismo, descrive una morìa di ratti.

mwacqIl topo e la rana è una mwacufavola di mwacyEsopo e di mwaccFedrocite-ref-29[29]. I topi sono anche protagonisti della leggenda tedesca mwacwmwac0Il pifferaio di Hamelin.

Note

cite-note-11. mwadq(mwadumwadyEN) Amori, G. 1996, mwadcmwadgMus musculus, su mwadkmwadoIUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, mwadsIUCN, 2020.
cite-note-22. mwad8Bonhomme F, Miyashita N, Boursot, Catalan J and Moriwaki K, mwaeamwaeeGenetic variation and polyphyletic origin in Japanese Mus musculus, in mwaeiHeredity, vol.mwaem 63, 1989, pp.mwaeq 299-308.
cite-note-33. mwaegPrager EM, Orrego C and Sage RD, mwaekmwaeoGenetic variation and phylogeography of Central Asian and other house mice, including a major new mitochondrial lineage in Yemen, in mwaesGenetics, vol.mwaew 150, 1998, pp.mwae0 835-861.
cite-note-44. mwafeMitchell-Jones AJ, Amori G, Bogdanowicz W, Krystufek B, Reijnders PJH, Spitzenberger F, Stubbe M, Thissen JBM, Vohralik V, & Zima J, mwafimwafmThe Atlas of European Mammals, T. & A. D. Poyser, 1999, mwafqISBNmwafu 0-85661-130-1.
cite-note-55. mwafoSpagnesi M., De Marinis A.M. (a cura di), mwafsmwafwMammiferi d'Italia - Quad. Cons. Natura n.14 (mwaf0mwaf4PDF), Ministero dell'Ambiente - Istituto Nazionale Fauna Selvatica, 2002 mwaf8(archiviato dall'mwagaurl originale il 19 giugno 2009).
cite-note-66. mwagqTattersall FH , Smith RH & Nowell F, mwaguExperimental colonization of contrasting habitats by house mice, in mwagyZeitschrift für Säugetierkunde, vol.mwagc 62, 1997, pp.mwagg 350-358.
cite-note-77. mwagwMoro D and Morris K, mwag0Movements and refugia of Lakeland Downs short-tailed mice, mwag4Leggadina lakedownensis, and house mice, mwag8Mus domesticus, on Thevenard Island, Western Australia, in mwahaWildlife Research, vol.mwahe 27, 2000, pp.mwahi 11-20.
cite-note-88. mwahyLyneborg L, mwahcMammals of Europe, Blandford Press, 1971.
cite-note-99. mwahsLawrence MJ, & Brown RW, mwahwMammals of Britain Their Tracks, Trails and Signs, Blandford Press, 1974.
cite-note-1010. mwaiaKimoto H, Haga S, Sato K & Touhara K, mwaiemwaiiSex-specific peptides from exocrine glands stimulate mouse vomeronasal sensory neurons, in mwaimNature, vol.mwaiq 437, 2005, pp.mwaiu 898-901.
cite-note-1111. mwaikTerszowski G mwaioet al., mwaisEvidence for a Functional Second Thymus in Mice, in mwaiwmwai0Science, 2 marzo 2006, mwai4PMIDmwai8 mwaja16513945.
cite-note-1212. "Riconoscere i parenti", di David W. Pfenning e Paul W. Sherman, "Le Scienze", n. 324, agosto 1995, pag. 75
cite-note-1313. mwajcAchiraman S & Archunan G, mwajgCharacterization of urinary volatiles in Swiss male mice (Mus musculus): bioassay of identified compounds, in mwajkJ Biosci, vol.mwajo 27, n.mwajs 7, dicembre 2002, pp.mwajw 679-86, mwaj0PMIDmwaj4 mwaj812571373.
cite-note-1414. mwakmmwakqmwakuAl topo piace il formaggio? Falso Animali, ecco i miti da sfatare - la Repubblica.it, su mwakyArchivio - la Repubblica.it. mwakcURL consultato il 15 aprile 2019.
cite-note-1515. mwaksHoly TE & Guo Z, mwakwmwak0Ultrasonic Songs of Male Mice, in mwak4PLoS Biol, vol.mwak8 3, n.mwala 12, 2005, pp.mwale e386.
cite-note-1616. mwaluBoursot P, Din W, Anand R, Darviche D, Dod B, Von Deimling F, Talwar GP and Bonhomme F, mwalyOrigin and radiation of the house mouse: mitochondrial DNA phylogeny, in mwalcJournal of Evolutionary Biology, vol.mwalg 9, 1996, pp.mwalk 391-415.
cite-note-1717. mwal0Cucci T, Vigne J-D and Auffray J-C, mwal4First occurrence of the house mouse (Mus musculus domesticus Schwarz & Schwarz, 1943) in the Western Mediterranean: a zooarchaeological revision of subfossil occurrences, in mwal8Biological Journal of the Linnean Society, vol.mwama 84, 2005, pp.mwame 429-445.
cite-note-1818. mwamuGündüz I, Auffray J-C, Britton-Davidian J, Catalan J, Ganem G, Ramalhinho MG, Mathias ML and Searle JB, mwamymwamcMolecular studies on the colonization of the Madeiran archipelago by house mice, in mwamgMolecular Ecology, vol.mwamk 10, 2001, pp.mwamo 2023-2029.
cite-note-1919. mwam4(mwam8mwanaEN) Ross M Wanless, Andrea Angel, Richard J Cuthbert, Geoff M Hilton e Peter G Ryan, mwaneCan predation by invasive mice drive seabird extinctions? (mwaniabstract), in mwanmBiology Letters, vol.mwanq 3, mwanuThe Royal Society, 3 aprile 2007, pp.mwany 241-244, mwancDOI:mwang10.1098/rsbl.2007.0120, mwankISSNmwano 1744-9561. mwaoiURL consultato il 20 ottobre 2022 mwaom(archiviato dall'mwaoqurl originale il 20 ottobre 2022).
cite-note-2020. mwaog(mwaokmwaooEN) Nichole Royer, mwaosmwaowThe History of Fancy Mice, su mwao0afrma.org, American Fancy Rat and Mouse Association (AFRMA). mwao4URL consultato il 5 maggio 2010 mwao8(archiviato dall'mwapaurl originale il 5 ottobre 2009).
cite-note-2121. In mwapqIndia un particolare esempio del rapporto tra uomo e topo è dato dal mwapuTempio di Karni Mata, nel quale i topi sono oggetto di venerazione.
cite-note-2222. mwapk(mwapomwapsEN) mwapwmwap0Mouse FAQ, su mwap4rmca.org, the Rat and Mouse Club of America (RMCA). mwap8URL consultato il 5 maggio 2010.
cite-note-2323. mwaqm(mwaqqmwaquEN) Tom Strachan, Andrew P. Read, mwaqymwaqcComparison of genome organization and gene expression in humans and mice, in mwaqgHuman Molecular Genetics 2, 2ªmwaqk ed., Wiley-Liss, 1999, mwaqoISBNmwaqs 978-0-471-33061-5. mwaq0URL consultato il 5 maggio 2010.
cite-note-2424. mwari(mwarmmwarqEN) mwarumwaryMouse (Mus musculus), su mwarcmwargEnsembl, 2007. mwarkURL consultato il 5 maggio 2010.
cite-note-2525. mwar0(mwar4mwar8EN) mwasamwaseHuman (Homo sapiens), su mwasimwasmEnsembl, 2005. mwasqURL consultato il 5 maggio 2010.
cite-note-2626. mwasgHackam D. G., Redelmeier D. A., mwaskmwasoTranslation of research evidence from animals to humans, in mwassJAMA, vol.mwasw 296, n.mwas0 14, 2006, pp.mwas4 1731-1732.
cite-note-2727. mwatimwatmmwatqhttps://www.nature.com/news/2011/110223/pdf/470452a.pdf (mwatumwatyPDF), su mwatcnature.com. mwatgURL consultato il 29 giugno 2015.
cite-note-2828. Jan Potocki. mwatwManoscritto trovato per caso a Saragozza, Ugo Guanda Editore S.r.l., Parma 1990, Quarantanovesima giornata, pp. 551 - 558.
cite-note-2929. mwauamwaueIl topo di città e il topo di campagna è una favola di Esopo. Il poeta mwauiTrilussa scrisse in romanesco la poesia mwaumEr sorcio de città e er sorcio de campagna.

Voci correlate

• mwaukMusofobia
• mwausRatto (rattus)
• mwau0Re dei ratti
• mwau8Topo nudo
• mwaveTopo lanoso

Altri progetti

Altri progetti

• Wikiquote
• Wikizionario
• Wikimedia Commons
• Wikispecies

• Wikiquote contiene citazioni sul topo
• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «topo»
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su topo domestico
• Wikispecies contiene informazioni su topo domestico

Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) house mouse, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatalogue-of-life(EN) Mus musculus, su Catalogue of Life.
• citereffauna-europaeaMus musculus, su Fauna Europaea.
• citereffossilworks-org(EN) Mus musculus, su Fossilworks.org.
• citerefgbif(EN) Mus musculus, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• citerefitis(EN) Mus musculus, su ITIS.
• citerefiucn(EN, JA, FR, ES) Mus musculus, su Lista rossa IUCN.
• citerefworms(EN) Mus musculus, su WoRMS.